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CRITERI PRETTAMENTE TECNICI

Il metodo che il progetto porterà avanti nelle proprie scuole tende ad avvicinare il più possibile i giovani alle esigenze del calcio moderno, fatto soprattutto di velocità di pensiero e di esecuzione. Proprio questo tempo di latenza, abbinato alla tecnica individuale e alla capacità di buone soluzioni, differenzia i vari livelli dei calciatori che possono essere scalati limitatamente alle capacità individuali e di attitudine del ragazzo. A tal proposito possiamo affermare che mentre sia facile allenare la tecnica da sola, o la scelta in situazione da sola, è altresì vero che risulta molto più difficile insegnarla attraverso una successione continua ed interminabile (tranne che per scelta del tecnico) di pensieri, gesti e spostamenti senza palla.
In tal senso la cosiddetta “struttura a nove cinesini o punti” rappresenta il nostro principale mezzo di trasmissione del metodo, in quanto associa i consueti gesti tecnici e coordinativi ad una componente cognitiva e senso – percettiva, fondamentale per accorciare al massimo il tempo di latenza di cui sopra oltre che nel far riconoscere sempre ai calciatori strutture e figure note.

Le parole chiave dei criteri tecnici e non solo da trasformare in esercitazioni sono:

FILOSOFIA TECNICA

La filosofia del progetto e dunque i progetti tecnici ad essa correlatati mirano ad un calcio attrattivo e dominante con ritmi e letture di situazioni molto rapide come il calcio moderno impone. Il miglioramento del singolo è sempre correlato ad aspetti di gruppo e di cooperazione tra i vari componenti delle catene di gioco e della squadra. Pertanto non è mai a prescindere della posizione in cui si ci trova, dalla posizione dell’avversario e dei compagni.
Il dover a tutti i costi imporre i propri ritmi ed il dominio del gioco può in certi casi andare a scontrarsi con l’obbiettivo del risultato. Questa condizione può risultare estremamente rischiosa, ma è senza dubbio il mezzo più efficace per arrivare ad una formazione giovanile (soprattutto nelle attività di base 6-12 anni ).
In questa fascia di età, come messaggio in generale, deve essere maniacale la ricerca della superiorità numerica a partire dal proprio portiere, proseguendo nel proporsi sempre a prescindere dal risultato e dare più importanza ai goal fatti ( segno di intraprendenza e propositività ) e meno a quelli subiti ( pochi goal subiti potrebbero anche significare una eccesiva attenzione alla fase di non possesso).

Il panorama cambia sensibilmente nelle categorie di competizione 13-17 anni, dove ormai sono stati acquisiti dai ragazzi i concetti filosofici nella categoria di base e che devono fungere la pilastro al completamento della formazione calcistica, che sarà in questa fascia diretta all’acquisizione della mentalità vincente, al completamento tecnico tattico individuale e alla ricerca degli automatismi collettivi e, non ultima, la specializzazione del ruolo che avrà bisogno di allenamenti individualizzati, sia dal punto di vista fisico che tecnico-tattico.

Gli aspetti filosofici e cognitivo- comportamentali saranno sempre “allenati” a prescindere dall’età, dalla qualità dei ragazzi e della categoria della squadra, in quanto risulta essere l’asse portante nella successiva differenziazione dei vari input tecnici, tattici, e fisico–coordinativi.

ASPETTO SOCIO- EDUCATIVO

In ultima analisi, non certo ultimo in ordine d’importanza, gli aspetti primordiali più difficili, insieme a quello filosofico, da trasmettere a chi si avvicina al Progetto sono ; la puntualità, il rispetto per tecnici ed istruttori, compagni e staff.
Spesso i giocatori meno disciplinati risultano essere i più talentuosi. Pertanto bisogna trovare una giusta dose di pazienza nel curare anche il loro aspetto caratteriale, cercando di calibrare momenti di rigidità a momenti di flessibilità, ma non assecondarli mai nei loro modo di fare che vanno a scapito del gruppo. Si impegnerà certamente più tempo rispetto ad altri ma con una linea logica e coerente bisogna riportarli all’ordine. Nella nostra filosofia non sono perseguibili esempi di calciatori attuali (anche italiani ) a cui si permette tutto nell’obbiettivo di non rinunciare a prestazioni che ti possono assicurare la vittoria, ma che alla lunga danneggiano gli esempi positivi che i giovani calciatori dovrebbero ricevere. Dunque pazienza ma non accondiscendenza